A.N.P.I. - Ferrara

Via Spero Ghedini

di Paola Mambriani

Via Spero Ghedini è una strada modesta, la prima traversa di via Navigazione, fra le frazioni di San Martino e Montalbano, in direzione di via Bologna.
Spero Ghedini è stato una figura di notevole rilievo nella storia dell'antifascismo ferrarese, e nella vita pubblica del dopoguerra. Nato a Burana di Bondeno (Fe) il 4 dicembre 1911 in una famiglia di braccianti di tradizione socialriformista, sente molto l'influenza del padre Alberto, esponente del Partito Socialista fino al 1924. Diventa garzone e poi barbiere, e pian piano scopre in sè sempre maggiori affinità con i comunisti.
Nel 1930, quando conosce Maria Manfredini (donna valorosa appena uscita dal carcere dove era stata costretta con il marito Luigi Bagnolati), la sua maturazione politica si sviluppa, tanto che nel 1935, quando anche Luigi Bagnolati viene liberato e Ghedini può frequentarlo, l'adesione al P.C.I. diventa completa.
Spero Ghedini diviene presto dirigente del Partito comunista e del movimento antifascista locale; per questo nel gennaio 1938 viene arrestato e condannato per la sua attività dal Tribunale Speciale a 8 anni di reclusione. E' detenuto nel carcere di Civitavecchia, e sconta quasi 6 anni, poichè viene liberato il 28 agosto 1943.
Torna a Bondeno, e lì riprende subito il suo lavoro politico, ma verso la metà del novembre 1943, in coincidenza con i terribili fatti del Castello Estense, sfugge all'arresto e viene mandato dal Partito in Veneto, come aiutante del compagno Severino Bolognesi. A Rovigo sfugge nuovamente all'arresto insieme al compagno Schiavon (che poi diverrà sindaco di Padova nel 1945 e vicesindaco dal 1946 al 1949), e ai primi di febbraio 1944 viene destinato dal Partito a Bologna, dove rimane fino all'ottobre dello stesso anno, contribuendo all'organizzazione della Resistenza emiliana. In giugno infatti entra a far parte della segreteria della Federazione comunista bolognese e diventa responsabile politico della provincia, e inoltre commissario politico delle formazioni S.A.P.
Partecipa attivamente alla lotta armata, ed è il promotore del memorabile sciopero delle mondine di Molinella (Bo) il 12 giugno 1944 e della giornata insurrezionale di Medicina del 10 settembre dello stesso anno.
Nel novembre 1944 rientra a Ferrara e assume l'incarico di segretario della Federazione ferrarese del P.C.I., è commissario unico delle formazioni partigiane locali, ispettore delle Brigate Garibaldi nel Ferrarese e rappresentante del Partito nel C.L.N. provinciale.
Molte le iniziative che lo vedono protagonista in quel periodo di fuoco; fra esse la fondazione del giornale clandestino "La nuova scintilla" e la memorabile giornata insurrezionale di Bondeno del 18 febbraio 1945. Nei giorni della Liberazione Spero Ghedini con tutto il C.L.N. ferrarese resta in riunione permanente dal 14 al 19 aprile presso il convento dei frati di Santo Spirito a Ferrara, e dal 20 aprile in Arcivescovado.
Nel dopoguerra continua a dedicarsi alla politica e al riscatto sociale dei deboli, così nel 1952 diventa segretario regionale della C.G.I.L. delle Tre Venezie. Nel 1954 è segretario generale della Federazione nazionale dei lavoratori dell'alimentazione, nonchè presidente del Dipartimento della Federazione sindacale mondiale dei lavoratori dell'industria agroalimentare, con sede a Sofia.
Dopo questa lunga e proficua attività, torna a Ferrara nel 1956; viene eletto assessore al Comune e, poco dopo, sindaco della città; resterà tale fino al 1963.
Nel 1964 viene nominato presidente A.N.P.I. provinciale di Ferrara e presidente dell'A.M.G.A. (Azienda municipalizzata gas e acqua; tale azienda si potenzierà durante il suo mandato, poi diventerà A.G.E.A.) fino al 1976.
In seguito, per l'esperienza accumulata nel settore e a lui riconosciuta, diventa presidente del Consorzio intercomunale per il potenziamento dell'acquedotto di Ferrara e comuni limitrofi, e nella vita politica diventa membro della Commissione di controllo della Federazione comunista ferrarese.
Da anziano dà alle stampe la sua autobiografia, ricca di dati ed episodi storici, Uno dei centoventimila, ed. La Pietra, 1983 (con postfazione di Lucio Lombardo Radice), dando così un contributo a mantenere la memoria degli eventi e degli uomini del Novecento.
Muore a Ferrara il 19 giugno 1997.