F.I.D.A.P.A

FIDAPA e le Associazioni femminili del territorio

Daniela Rossi Dal Convegno sull’Associazionismo alla Rete delle Associazioni femminili ferraresi   Giugno 2015

Sono trascorsi appena due mesi dal Convegno tenuto a Ferrara sul tema nazionale “Il ruolo dell”Associazionismo femminile in un società in rapida e continua evoluzione”   al quale hanno partecipato le associazioni femminili del territorio ( ANDE, CIF, UDI, Donna Giustizia, Soroptimist) e già le dichiarazioni di intenti, proposte in quella sede, circa la costituzione  di un organismo comune “la Rete delle Associazioni femminili ferraresi“, trovano prontamente riscontro. Da quel 11 aprile, si sono succeduti: un primo incontro con le istituzioni, la Commissione Pari Opportunità del Comune di Ferrara, e un incontro tecnico di lavoro a cui hanno partecipato la Presidente di ciascuna Associazione e una socia. Il gruppo di lavoro ha avuto il compito di formulare le basi del futuro organismo che andrà a costituirsi come aggregazione autonoma  delle Associazioni femminili che operano in città, nell’interesse delle donne e delle pari opportunità. Scopi e finalità della Rete delle Associazioni saranno:
_ sostenere, valorizzare e rendere più visibile l’associazionismo femminile sul territorio;
_ favorire una efficace, puntuale e permanente circolazione di informazioni, di esperienze progettuali e di buone prassi,  attinenti le tematiche femminili, fra le associazioni  aderenti, garantendone la diffusione anche tra la cittadinanza;
_ promuovere iniziative e progetti comuni a vari livelli, su obiettivi che le associazioni della Rete intendono conseguire nell’ottica di contribuire al massimo sviluppo dell’autonomia, dell’identità e della specificità delle donne, per stimolare la crescita della cultura delle pari opportunità;
_ rappresentare gli interessi e le istanze comuni delle associate nei confronti delle istituzioni locali ed, in particolare, con gli organismi di parità istituiti ai vari livelli.
Prima di procedere alla costituzione della Rete, all’inclusione di altri gruppi e movimenti presenti sul territorio, ed alla stesura del documento statutario che ne regoli la vita comune, sono previsti due o più incontri di formazione destinati a conoscere ed approfondire l’identità di ciascuna Associazione. Il prossimo incontro, in tal senso, è previsto per il 25 settembre. Per Fidapa hanno partecipato, al gruppo di lavoro tecnico e all’incontro istituzionale sopra citati, la Presidente Maria Grazia Suttina e  Maria Grazia Avezzù, già Presidente Distretto Nord Est.
Nell'immagine: Daniela Rossi Vicepresidente FIDAPA Distretto Nord Est, responsabile del tema nazionale


presidenti Perché non rimanga solo sulla CARTA   15 gennaio 2014
Fidapa e Soroptimist sottoscrivono la Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro

Le Sezioni ferraresi di F.I.D.A.P.A BPW Italy e SOROPTIMIST, hanno aderito all’iniziativa promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Ferrara, Dott.ssa Donatella Orioli, per la sottoscrizione ed il sostegno della Carta delle pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro.
L’evento, tenutosi mercoledì 15 gennaio 2014, presso l’Hotel Duchessa Isabella, è stato aperto dai saluti delle Presidenti delle due Associazioni: Maria Grazia Suttina per FIDAPA e Carla Biondi per SOROPTIMIST che, nel loro intervento di presentazione, hanno posto in luce l’importanza di diffondere anche tra le imprese del territorio una nuova cultura imprenditoriale, in grado di coniugare il profitto con la creazione di benessere per la comunità e di promuovere la sensibilizzazione e la consapevolezza delle aziende per la traduzione, delle indicazioni della Carta, in azioni concrete.
Nata in Italia il 5 ottobre 2009, a seguito della esperienza francese e tedesca, la Carta per le Pari Opportunità è una dichiarazione di intenti, sottoscritta volontariamente da imprese ed enti per contribuire alla lotta contro le forme di discriminazione sul luogo di lavoro, afferenti al genere, all’età, alla disabilità, all’etnia, alla fede religiosa, all’orientamento sessuale e per la valorizzazione delle diversità all’interno dell’organizzazione aziendale, con particolare riguardo alle pari opportunità tra uomo e donna.
Nel suo intervento, La violenza alle donne nel lavoro: la Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza quale strumento di prevenzione, la Dott.ssa Orioli ha illustrato i punti salienti contenuti nella Carta: definire e attuare politiche aziendali che, a partire dal vertice, coinvolgano tutti i livelli dell’organizzazione nel rispetto del principio della pari dignità e del trattamento sul lavoro, individuare funzioni aziendali alle quali attribuire chiare responsabilità in materia di pari opportunità, superare gli stereotipi di genere, attraverso adeguate politiche aziendali, formazione e sensibilizzazione, anche promuovendofirma percorsi di carriera. La possibilità di fornire strumenti concreti per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, facilitare l’incontro tra domanda e offerta di flessibilità aziendale e delle persone, con adeguate politiche aziendali e contrattuali, permettono di instaurare correlazioni positive fra le esigenze produttive e le esigenze ed i diritti delle persone, producono miglioramento del clima lavorativo, diminuiscono le tensioni interne. Con lo sguardo sulle criticità del particolare momento economico e sulle difficoltà complessive che coinvolgono il lavoro, ha evidenziato come, la costituzione di un ambiente di lavoro che assicuri a tutti pari opportunità, non rappresenti soltanto un atto dovuto per promuovere l’uguaglianza e la coesione sociale, ma contribuisca anche alla competitività e al successo dell’impresa. Concludendo, ha ricordato come il riconoscimento delle differenze e la loro capacità di lettura possano consentire la messa in campo di politiche idonee a favorire lo sviluppo di reali processi di uguaglianza, di produttività e di civiltà.
Le Presidenti delle associazioni, all’atto ufficiale di sottoscrizione della Carta, hanno ribadito il loro impegno per la promozione di iniziative concrete, affinché, all’aspetto normativo, faccia seguito la buona pratica. Un impegno orientato alla diffusione e alla promozione degli assunti della Carta, affinché possano trovare effettivo riscontro in un mercato del lavoro in cui, sempre più numerose, risultano essere le anomalie. Azioni di sostegno concreto per integrare il principio di parità di trattamento nei processi che regolano tutte le fasi della vita professionale e della valorizzazione delle risorse umane, affinché le decisioni, relative ad assunzione, formazione e sviluppo di carriera, siano prese unicamente in base alle competenze, all’esperienza, al potenziale professionale delle persone. Un impegno, affinché, come spesso succede, gli intenti non rimangano solo sulla “carta”


convenzione 1 FERRARA: firma contro la violenza sulle donne

Martedì 18 giugno 2013, una rappresentanza di FIDAPA BPW Italy Sezione di Ferrara, ha preso parte alla presentazione della “Convenzione No More contro la violenza maschile sulle donne – femminicidio”.
Il Sindaco Tiziano Tagliani e la Presidente della Provincia Marcella Zappaterra hanno sottoscritto il loro impegno congiunto rivolto alla sensibilizzazione, alla prevenzione e al contrasto delle problematiche relative alla violenza sulle donne e alla tutela dei diritti civili. All’incontro erano presenti gli Assessori alle Pari Opportunità del Comune di Ferrara Deanna Marescotti (Socia onoraria Fidapa) e della Provincia Caterina Ferri, la consigliera di Parità della Provincia di Ferrara Donatella Orioli e le Rappresentanti delle Associazioni femminili del territorio. Realtà promotrici della Convenzione sono: UDI Ferrara, Centro Donna Giustizia, Casa Internazionale delle donne, GiULiA (Giornaliste Unite Libere Autonome), D.i.Re (Donne in rete contro la violenza). Le Associazioni femminili condividono da tempo, in forme diverse, l’impegno concreto di aiuto e sostegno alle donne del territorio e, attraverso la Convenzione hanno voluto richiamare l'impegno degli Enti e delle Istituzioni su questi temi, che devono essere riconosciuti e affrontati nelle loro implicazioni culturali, sociali e politiche. L'adesione alla Convenzione, da parte del Comune e dell'Amministrazione Provinciale, conferma le scelte fino ad oggi perseguite nel nostro territorio, fra la rete istituzionale e le associazioni, per garantire interventi condivisi di prevenzione e sensibilizzazione e servizi di sostegno alle donne vittime di violenza. Essa intende porsi come occasione ulteriore per individuare azioni volte a intervenire nell'educazione, nella formazione, nella comunicazione, nella sicurezza, per un radicale cambiamento culturale, indispensabile per il riconoscimento dei pieni diritti di uguaglianza di genere e di pari opportunità nella nostra comunità.
La convenzione, composta di 81 articoli, sottolinea come “il raggiungimento dell’uguaglianza di genere, de jure e de facto, sia elemento chiave per prevenire la violenza contro le donne” e pone come obiettivo la creazione di una rete integrata fra tutti coloro che si occupano di prevenire e reprimere la violenza.convenzione 2
Negli interventi che si sono succeduti è stato evidenziato come la violenza contro le donne non sia riducibile alla devianza di maniaci o marginali, contro i quali alimentare risposte emergenziali che, paradossalmente, alimentino politiche securitarie. Non c'è un nemico oscuro nascosto nelle nostre strade da espellere: il male è nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle relazioni e nell'immaginario di genere che la nostra società ha costruito. La violenza contro le donne è solo marginalmente rinviabile ad arretratezza culturale, né è retaggio di un passato premoderno: riguarda tutte le latitudini del nostro paese, la provincia come le grandi città, tutte le classi sociali e i livelli di istruzione. Interroga direttamente la "normalità" e il presente. Appare pertanto fuorviante interpretare questa violenza come frutto di un "disordine" improvviso. Essa è piuttosto un fenomeno che ha radici profonde e stratificate, il cui cambiamento richiede tempi lunghi e passa inevitabilmente attraverso la formazione e la consapevolezza. Nella scuola ragazzi e ragazze compiono un percorso fondamentale di crescita culturale ed umana. Nei giovani uomini, nelle giovani donne è più forte la possibilità di incidere sulle modalità di relazione tra i sessi e, quindi, concretamente di fare prevenzione.
L’avvio di percorsi formativi, attenti alla differenza di genere e a modalità relazionali non aggressive, valorizzanti delle diverse identità di donne e uomini, è elemento fondante, per strutturare nell’individuo convinzioni e comportamenti in grado di produrre pratiche destinate a cambiare gli atteggiamenti, i modi di pensare se stessi e il mondo.

manifesto no moreFidapa, Sezione di Ferrara è attualmente impegnata, in collaborazione con Bal’danza, nella realizzazione di un progetto rivolto alla valorizzazione di figure femminili che nella loro storia di vita hanno sperimentato forme differenti di violenza psicologica. E’ questa una modalità di sopraffazione difficile da distinguere e definire: si tratta spesso di atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione, quasi mai visibili dall’esterno e per questo maggiormente lesivi dell’autostima e dello stato psichico della persona. Le protagoniste femminili, oggetto di studio, sono due artiste: Lucrezia Aguiari, detta La Bastardella, cantante famosa di origine ferrarese della metà del’ 700, e Giulia Schucht, vissuta agli inizi del ‘900, moglie russa di Antonio Gramsci, musicista colta e sensibile. Donne profondamente diverse, accomunate da un percorso di vita determinato dalla ricerca della propria identità personale e della realizzazione delle proprie aspirazioni. Con forza e coraggio hanno saputo rimuovere ostacoli e impedimenti, lasciando segni tangibili del loro passaggio nella storia e nel contesto sociale, culturale, artistico dell’epoca. Il progetto si sviluppa in due momenti diversi, che costituiscono le tappe di un percorso che congiunge idealmente le date simboliche dell’8 Marzo, giornata internazionale delle donne e del 25 Novembre, giornata mondiale contro la violenza alle donne, nella continua costruzione di una sensibilità, di una cultura e di un vivere sociale nuovi che riconoscano il contributo indispensabile ed irripetibile di donne e di uomini. Il progetto si concluderà il 22 settembre p.v. con l’ultimo incontro programmato.