Centro Donna Giustizia

I diritti dei bambini

Ragazzina dell'India del sud

La Dichiarazione dei diritti del bambino approvata dall'ONU il 20 Novembre 1959 stabilisce che ad ogni bambino va garantito:

art.1 - Il diritto all'eguaglianza senza distinzione o discriminazione di razza, religione, origine o sesso;

art.2 - Il diritto ai mezzi che consentono lo sviluppo in modo sano e normale sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale

art.3 - Il diritto ad un nome e ad una nazionalità;

art.4 - Il diritto ad una alimentazione sana, alloggio e cure mediche;

art.5 - Il diritto a cure speciali in caso di invalidità:

art.6 - Il diritto ad amore, comprensione e protezione;

art.7 - Il diritto all'istruzione gratuita, attività ricreative e divertimento;

art.8 - Il diritto a soccorso immediato in caso di catastrofi;

art.9 - Il diritto alla protezione contro qualsiasi forma di negligenza, crudeltà e sfruttamento;

art.10 - Il diritto alla protezione contro qualsiasi tipo di discriminazione ed il diritto ad un'istruzione in uno spirito d'amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza
- che secondo l’UNICEF i punti prioritari possono essere così riassunti:
Secondo la definizione della Convenzione sono "bambini" (il termine inglese "children", in realtà, andrebbe tradotto in "bambini e adolescenti") gli individui di età inferiore ai 18 anni (art. 1), il cui interesse deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza (art. 3).

Tutela il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24), il diritto di esprimere la propria opinione (art. 12) e ad essere informati (art. 13).

I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all'anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un'istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art. 34).
- che , sempre secondo l’UNICEF, promuovere i diritti dell'infanzia in Italia è un impegno che deriva direttamente dalla Convenzione e dai suoi due Protocolli Opzionali, che l'Italia ha ratificato rispettivamente con legge n.176/91 e con legge n.46/2002. La Convenzione sui diritti dell'infanzia introduce un cambiamento radicale di prospettiva perché impegna gli Stati parti ad adoperarsi non solo per proteggere l'infanzia e rispondere ai suoi bisogni fondamentali, ma anche per promuovere i diritti dei bambini e degli adolescenti in quanto soggetti di diritti al pari degli adulti. Questo impegno deve tradursi in precise politiche e piani d'azione, affinché i diritti dell'infanzia siano non solo formalmente riconosciuti ma anche effettivamente esercitati dai bambini e dagli adolescenti.

- che la Ratifica ed Esecuzione della Convenzione Sui Diritti Del Fanciullo, fatta A New York Il 20 Novembre 1989, è stata eseguita in Italia con la LEGGE 27 maggio 1991 n. 176. ( pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'11 giugno 1991, n. 135 S.O. ) ;
- che i diritti dei fanciulli, pur riconosciuti e ribaditi da documenti diversi a livello internazionale, nazionale, regionale e locale, troppo spesso non sono rispettati e possono dar luogo a problemi diversi per genere ed entità. che vorremmo tentare di elencare, senza operare distinzioni di sesso, razza, religione, appartenenza etnica o nazionale:

DIRITTO: Riconoscimento alla nascita dell’identità, ovvero all’acquisizione di un nome e di una cittadinanza.

Problemi possibili:
mancata registrazione del bambino alla nascita (soprattutto se straniero) da cui consegue: mancanza del nome e dell’appartenenza familiare e mancato atto di residenza per incapacità o illegalità dei genitori; cambiamenti abitativi frequenti e non registrati, sia nell’ambito della città di nascita, che fra città diverse; donne che non vogliono riconoscere il figlio: tutti questi fenomeni possono dare luogo alla “scomparsa del bambino” , il cui destino può essere quindi caratterizzato da:
- abbandono
- vendita
- accattonaggio ;
- pedofilia e alla pedo-pornografia on-line relativa a minori
- prostituzione minorile
- vendita degli organi

DIRITTO: Riconoscimento della necessità di essere allevato dai suoi genitori, in condizione di benessere fisico e psichico, nell’ambito di una situazione abitativa confortevole e con genitori in grado di garantire il suo sviluppo fisico, cognitivo e morale.

Problemi possibili: il bambino può assistere a
- liti o ad acting- out tra genitori in fase di separazione violenta
- violenza fisica e morale ripetuta da parte del padre sulla madre e/o sul/i figlio/i
- abuso di alcool da parte di un genitore, con conseguente mancanza di cure o violenze nell’ambito familiare
- violenza sessuale da parte di un genitore o di un parente
- violenza sessuale da parte di terzi

DIRITTO: alla salute

Problemi possibili (soprattutto in età adolescenziale):
- alimentazione non adeguata alla crescita (per i piccoli)
- anoressia /bulimia
- uso di droghe
- abuso di alcool
- scarsa o nulla autostima
- difficoltà di socializzazione
- depressione

DIRITTO al gioco ad alle attività consone all’età.

Problemi possibili:
- lavoro minorile: i minori stranieri sono quelli più esposti a rischio di lavoro precoce .(Queste le evidenze emerse dal nuovo rapporto Ires Cgil e Save the Children. Parte della ricerca è stata condotta da Save the Children con il metodo innovativo della “ricerca partecipata”.)

DIRITTO: all’istruzione
Problemi:
- difficoltà cognitive
- difficoltà linguistiche
- difficoltà di socializzazione
- difficoltà nello svolgimento di attività ginniche


clicca per ingrandire